Regione Umbria Comune di Magione Pro Magione GAL Valle Umbra e Sibillini Castello di Magione Compagnia Teatrale Magionese Cral Domenico Cancelloni

Cena D’epoca

Archeofood e il progetto Mo.Se.Um. per una food experience d’introduzione alla Congiura al Castello di Magione.

Anche per questa edizione ci siamo lasciati ispirare dalla cronaca del banchetto che nel febbraio del 1526 (24 anni dopo la congiura) venne offerto ad 80 notabili della città di Crema dal Capitano Generale della fanteria della Repubblica di Venezia, Malatesta IV Baglioni, figlio di quel Giampaolo che era stato tra i congiurati di Magione e che era scampato alla strage di Senigallia.

Il menu* è tratto dalle 100 vivande che Malatesta Baglioni imbandì ai suoi ospiti e si basa sui ricettari dell’epoca, ma con una particolare caratteristica: abbiamo privilegiato piatti in cui è previsto l’uso del mosto cotto, antichissimo dolcificante che ci permetterà di presentare il progetto Mo.Se.Um (Mosti e Senapi dell’Umbria) anche nell’aperitivo che verrà ‘narrato’ e servito prima della cena in collaborazione con il barman Matteo Messini e le cantine della Strada del Vino deI Colli del Trasimeno.

Mo.Se.Um. è un viaggio alla riscoperta di sapori antichi secondo il metodo di Archeofood, che studia e ricostruisce cibi del passato, li sperimenta e adatta al presente per soddisfare anche il nostro senso del gusto per la storia. La sfida riguarda il recupero di una tradizione lontanissima che utilizzava il mosto d’uva concentrato come ingrediente e conservante in numerosi e saporiti preparati; dalle mostarde di frutta e di senape, alle carni cotte e ai dolci, alle elaborate cucine medievali e rinascimentali in cui dominano agrodolce e spezie.

L’obiettivo è quello di arricchire l’offerta di prodotti alimentari umbri, valorizzando con usi non enologici la ricca produzione di mosti di qualità.

Saremo a disposizione dei partecipanti per accompagnarli, con le storie dei e sui cibi, in questa “food experience” dove la libera creatività del “cuoco discreto” che, come si pensava allora, “potrà i mangiari variare o colorare secondo che lui parrà”, è elemento decisivo.

 a cura di Paolo Braconi – Marino Marini (Archeofood)